Linee guida

Le Linee Guida per il trattamento dei LUTS maschili Non-neurogeni1

Quella dei sintomi delle basse vie urinarie (LUTS) è tra le diagnosi di accettazione che più frequentemente si presentano nell’ambulatorio di urologia, e che, grazie alle recenti ipotesi acquisizioni sulla loro patogenesi, hanno ampliato l’area diagnostico-terapeutica andando oltre la tradizionale causa legata per lungo tempo ad una ipertrofia prostatica.
L’importanza dell’argomento, anche in virtù del forte impatto sulla qualità di vita, ha reso necessario, nel 2000, lo sviluppo da parte della European Association of Urology delle Linee Guida dei LUTS maschili non-neurogeni, il cui ultimo aggiornamento risale al 2016.
Si tratta di un supporto pratico evidence-based per il medico nella valutazione e nel trattamento di uomini con età superiore a 40 anni, affetti da varie forme benigne non neurogene di LUTS.

Le possibili cause dei LUTS maschili1

Quello del LUTS è un quadro composito, in costante evoluzione, che ha visto negli anni più recenti l’affermazione dell’ipotesi di una patogenesi da inserire in un quadro eziologico più ampio e complesso, che comprendesse anche altri fattori ugualmente importanti. In esso confluiscono condizioni benigne, infiammatorie e non, della prostata, patologie della vescica, alterazioni del pavimento pelvico e malattie neurologiche che interferiscono con il controllo nervoso della vescica e condizioni di origine internistica (diabete, sindrome metabolica, etc.).
Infatti, in ogni soggetto che soffre di LUTS è spesso possibile riscontrare più di uno dei fattori presenti nello schema riportato nelle Linee Guida dei LUTS maschili.

Linee guida

L’origine multifattoriale dei LUTS maschili richiede una valutazione clinica accurata che segua le indicazioni fornite dalle Linee Guida. Questo permetterà di procedere con diagnosi differenziali e definire il profilo clinico (incluso il rischio di progressione della malattia) fondamentale per identificare il trattamento più adeguato.

Associazione DE-LUTS2

Studi epidemiologici hanno dimostrato l’esistenza di una associazione tra LUTS/IPB e disfunzione erettile (DE), indipendente dall’età.
Lo studio Multinational Survey on the Aging Male (MSAM-7) – svolto in US, Francia, Italia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e UK - ha indagato il rapporti tra LUTS e DE in più di 12.000 uomini di età compresa tra 50 e 80 anni. Nell’83% degli uomini che hanno dichiarato di essere sessualmente attivi, la prevalenza di LUTS è stata del 90% con una prevalenza generale di DE del 49% ed una completa assenza di erezione nel 10% dei pazienti.

I trattamenti1

Al capitolo 5.2.4, nel presentare le diverse categorie di farmaci disponibili per i pazienti con LUTS, le Linee Guida si soffermano sugli inibitori della fosfodiesterasi 5 e ricordano che tadalafil (5 mg/die) è l’unico ad aver ottenuto in Europa l’autorizzazione all’uso per il controllo dei LUTS negli uomini con o senza disfunzione erettile.

Secondo le evidenze cliniche raccolte3, tadalafil 5mg terapia giornaliera ha migliorato il punteggio totale IPSS (International Prostatic Symptoms Score) vs placebo rispetto a tamsulosina vs placebo, agendo (a differenza della tamsulosina) anche sulla funzione erettile. Tadalafil ha inoltre mostrato un incremento del Qmax e vs placebo rispetto al baseline, incremento che era significativamente sia numericamente simile all’incremento mostrato da tamsulosina vs placebo. Inoltre, tadalafil presenta il vantaggio di agire rapidamente. Infatti, gli studi condotti evidenziano che i miglioramenti significativi prodotti da tadalafil verso il punteggio IPSS si registrano già dopo 1 settimana d’uso.

Pertanto le Linee Guida EAU 2016 raccomandano che solo tadalafil, tra gli inibitori della fosfodiesterasi-5, venga impiegato per il trattamento dei LUTS negli uomini. E concludono anche che: «poiché l’esperienza con tadalafil a lungo termine in pazienti con LUTS è limitata a 1 studio, non possono essere espresse valutazioni di efficacia o tollerabilità per periodi di somministrazione superiori a 1 anno.»

Conclusioni

L’associazione DE e LUTS, unita alla disponibilità di una terapia in mono somministrazione giornaliera, dovrebbe spingere il medico ad indagare queste due condizioni in modo congiunto, stimolando il paziente che accede all’ambulatorio di urologia lamentando sintomi del basso tratto urinario a riferire le possibili ripercussioni sulla sessualità.